“Nella mia città nessuno è straniero” è un progetto nato per promuovere le attività di un collettivo di associazioni che si occupano di integrazione sociale. Le richieste attorno a questo elaborato grafico erano diverse: comunicare il concetto e la filosofia che sta alla base del progetto “Nella mia città nessuno è straniero”, realizzare qualcosa che possa protrarsi nel tempo e che sia adattabile a svariati supporti. L’obiettivo principale nella nostra progettazione è rimandare al concetto di diversità, data da forme e colori, associata a suggestioni quali dinamismo, allegria, serenità: le forme, nella loro diversità, convivono/coesistono in un “insieme che è più della somma delle sue parti” (cit. W. Köhler, psicologia della forma, Gestalt). Sviluppando le lettere in moduli quadrati viene creato uno strumento, un alfabeto, declinabile per qualsiasi messaggio, qualsiasi formato e qualsiasi supporto/media. Il nostro primo riferimento stilistico sono state le opere dell’artista piemontese Alighiero Boetti, esponente dell’Arte Povera degli anni ‘70. Le lettere diventano protagoniste del manifesto sfruttando la somiglianza tra città, come collezione di persone, e alfabeto, come collezione di lettere. Viene applicata un’astrazione brutale utilizzando forme geometriche elementari per creare ambiguità che permette un’interpretazione personale unica (nel manifesto posso vederci delle forme, delle bandiere fantastiche, dei giochi, delle costruzioni).